Utilizzare simboli ed emoji nei propri oggetti non è un’idea così recente, ma la chiarezza su quali simboli funzionino (nella maggior parte dei client) e quali no è ancora un tema confuso. La premessa, come la parentesi lascia intuire, è che occorra comunque utilizzare una certa cautela, i simboli non sono universalmente supportati e, se da una parte i dispositivi mobile non avranno particolari problemi, lo stesso non si può dire dei client di casa Microsoft. La buona notizia è che, comunque, il loro inserimento non incide sullo Spam Score, come alcuni marketer temevano.

Come utilizzare le emoji nell’Email Marketing

Utilizzarli per i propri subject è una tattica per attirare l’attenzione sul proprio messaggio in caselle di posta particolarmente affollate. Quale subject attrae prima la tua attenzione?

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Sempre in tema di subject lines, un’emoji può essere un valido aiuto anche quando la capacità di sintesi viene messa alla prova. Un oggetto infatti non dovrebbe superare i 30/40 caratteri, rispettare questo limite consente anche di permettere la sua lettura anche dai dispositivi mobile. Un’emoji può quindi farci risparmiare qualche carattere:

– Fall in love with the new collection
– Fall in ❤ with the new collection

oppure, sempre che la vostra campagna non tratti prodotti finanziari ai quali si richiede una certa serietà, l’utilizzo di emoji può agevolare l’identificazione del tipo di campagna:

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Ma un uso creativo delle emoji è anche quella di utilizzarle nel corpo di un messaggio in cui non siano state abilitate le immagini. Certo non potranno sostituire la forza di una vera immagine, ma ciò nonostante sono un valido sostegno per la lotta contro il blocco delle immagini.

Infine, sono una modalità attraverso cui instaurare una relazione empatica con i tuoi lettori:

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Supporto dei simboli nei client più diffusi

Escludendo Outlook e Live, dove i risultati non sono totali, le emoji sono generalmente ben accolte dai client più popolari. Sceglieteli quindi con attenzione e testateli nella maggior parte dei client usati dai vostri lettori (evviva le statistiche!) se decidete di introdurli nella vostra content strategy.

Ricordate che il rischio che possano non essere recepite dai client, può avere risultati davvero poco estetici. Le emoji non correttamente reinterpretate vengono infatti inserite nei testi con un semplice rettangolo vuoto.

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