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Cold Email: un approccio migliore

Di cosa parla questo articolo?

Brrrrr, “Cold Email”: capita che il primo impatto con questa associazione di termini scateni timori e generi sfumature peggiorative al punto da dissuadere i potenziali utilizzatori di questa strategia.

Eppure, il freddo di cui sembra pervasa questa email è solo apparente. Se usata correttamente, può scaldare relazioni commerciali e diventare un abituale ed efficace strumento per trovare nuovi clienti per il tuo Business.

Cosa non fare 

In ambito Permission Marketing è molto importante cosa non fare. Non devi dimenticare una corretta informativa in cui informi il destinatario del trattamento del dato, chiedendo il consenso per ulteriori comunicazioni (qui trovi un esempio da copiare).

Già dalla nostra esperienza come lettori / riceventi di campagne Email, possiamo ricavare alcune deduzioni su come il proprio messaggio posso essere percepito dal destinatario.

Ad esempio di recente ho ricevuto sulla mia email lavorativa questo messaggio:

Eppure non l’ho ritenuta rilevante per me: sono un designer che lavora in un’agenzia che fornisce Dati per il Direct Marketing. Nonostante un buon copy, una CTA ben in vista e un messaggio chiaro e ben progettato, il mittente di questa email ha commesso un paio di errori importanti:

Target sbagliato. Una corretta strategia di Permission Marketing è basata su un’offerta logicamente connessa con la compatibilità commerciale.

Qual è il nesso tra l’azienda per cui lavoro – ben nota al mio mittente – e la vendita di immobili? Ho la percezione che il mittente di questa email non abbia studiato il sito correlato al dominio della mia email.

Presentazione non adatta. Questa email ha il carattere di una newsletter, ovvero qualcosa che implica una mia precedente sottoscrizione al servizio. Eppure io non mi sono mai iscritto e, con questo approccio, non ho interesse a destinargli la mia attenzione.

Il mittente suppone invece che l’argomento mi interessi e si rivolge subito a me con una CTA diretta. Messaggi di questo tipo finiscono per essere segnalati molto velocemente come spam.


Per deformazione professionale, leggo praticamente ogni email promozionale che ricevo, tra queste, nonostante il subject fosse piuttosto vago e poco curato, ho trovato quella della “Dott.ssa MP”.

Nonostante l’autorevolezza che la Dott.ssa MP cerchi di conferire al suo messaggio grazie al suo titolo di studio e nonostante la strategia “personalizzante” che da un nome al mittente, anche in questo caso il messaggio finirà molto probabilmente con l’essere cestinato dal destinatario.

La Dott.ssa MP commette un primo errore attraverso un messaggio troppo vago: si presenta come consulente aziendale, ma non mi fornisce alcun dato per approfondire, nè un sito web, nè un profilo Linkedin. Se avessi opportunità di conoscere meglio la sua attività e i suoi attuali clienti, forse il messaggio acquisirebbe più credibilità.

L’apertura del messaggio mi comunica che “la campagna fa al caso mio”. Una dichiarazione semplicistica, dal momento che non ci conosciamo, e che mi fa allontanare senza che il mio interesse venga catturato da quanto segue. Anche la conclusione del messaggio in cui mi si promettono ottimi risultati mi allerta. Ha tutta la faccia di una promessa creata ad hoc per attrarmi con l’inganno.

Proseguo comunque nella lettura e mi accorgo che mi viene richiesto un contatto telefonico come se fossimo in una fase conclusiva dell’accordo. Meglio chiedere con gentilezza se il destinatario è interessato ad approfondire, altrimenti stiamo bruciando le tappe!

A proposito infine del prezzo, meglio ricordare che in una campagna di Permission Marketing non è consentito parlare di prezzi. Questo sarà argomento di approfondimento ulteriore da parte del destinatario, se manifesterà interesse.

Purtroppo nemmeno la Dott.ssa MP è riuscita a catturare la mia attenzione! Ho chiuso la sua email senza un motivo di curiosità e il messaggio è finito insieme a tutti gli altri colpevoli degli stessi errori.

Cosa fare 

Come scrivere allora una valida Email fredda di successo?

Il target. Assicurati che i tuoi destinatari facciano parte del tuo vero target ovvero abbiano le caratteristiche dei tuoi potenziali clienti.

Conoscendo il tuo cliente ideale sei in grado di definire i range categorici della sua azienda (marketing, commercio, produzione, finanza, …) e poi scendere nel dettaglio microselezionando i settori e caratteristiche come il fatturato o il numero di dipendenti. Le liste Bancomail possono offrirti queste informazioni (con la garanzia di validità di ogni singolo indirizzi email) e ti permettono di approfondire il tuo target attraverso il riferimento del sito web. Più informazioni raccoglierai, più ne potrai utilizzare per personalizzare la tua campagna.

Semplice e chiaro. Mantieni il contenuto della tua email a freddo breve e semplice. Non entrare nel merito dei prezzi, non solo per una questione di normativa, ma anche per evitare di aggredire un destinatario che ti sta ancora conoscendo. Ricorda che lo scopo della tua email non è vendere, ma ottenere il consenso per parlare al tuo destinatario della tua offerta.

Presentati. Inserire i propri contatti è un obbligo previsto dalla normativa per identificarti nella tua qualità di mittente, ma non è l’unico motivo per cui inserire – oltre che i riferimenti tradizionali – anche il link del sito web o dei tuoi canali social. Saranno infatti utili per il tuo destinatario quando vorrà conoscere di più su di te e trovare più dettagli sulla tua offerta. Inoltre, per raccogliere il consenso al successivo invio di informazioni, è fondamentale disporre di una landing page, opportunamente preparata per raccogliere tramite form la conferma dell’email del tuo prospect.

Tracciare e dare seguito. Inviare con una piattaforma professionale permette di poter tracciare aperture e click. I comportamenti dei tuoi destinatari sono diversi: ma chi ha aperto o chi ha cliccato verso il tuo sito, ha manifestato un primo interesse nei tuoi confronti. Tieni pronta la tua email di follow-up e invia un secondo messaggio per chiedere il consenso per ulteriori informazioni o perchè no, una breve telefonata informale per approfondire.


L’Email a freddo non deve farci tremare, nè farci sentire degli impostori. Se programmata strategicamente, misurata e ottimizzata nel tempo, ci permette di ottenere risultati sorprendenti nel pieno rispetto della normativa e dei nostri destinatari.

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