Un nuovo modo per distinguere la posta desiderata dallo spam. E’ la nuova funzionalità di gmail che è stata presentata con questo video

La chiave che permetterà di filtrare i messaggi saremmo proprio noi. In sostanza, ogni messaggio che leggeremo, elimineremo, contrassegneremo come spam o a cui risponderemo, acquisirà un valore. Gmail si occuperà di suddividere quelle email che più probabilmente leggeremo da quelle che invece più presumibilmente ignoreremo o lasceremo a decantare nella nostra inbox.

La prima impressione che ho di questa nuova funzionalità è positiva. Penso che mi aiuterà a gestire la posta personale, che quando non controllerò da giorni la posta sarò immediatamente in grado di verificare quanti e quali messaggi rilevanti ho ricevuto.

In un secondo tempo però mi chiedo quanto le opinioni di un utente e dunque le sue azioni siano rilevanti in un sistema di questo tipo. Indubbiamente, non fosse altro che per la professione che svolgo, un sistema tecnologico in grado di comprendermi, anticiparmi e sgravarmi da compiti noiosi, non può che conquistarmi. Ma mi chiedo: fino a che punto siamo disposti a legittimare scelte fatte da altri al posto nostro?

Lo spam è certamente un problema, ma anche l’idea che si debba comunicare esclusivamente con persone e aziende già conosciute non è del tutto salutare. Far fronte al problema dello spam in modo non distruttivo significa utilizzare correttamente i filtri, col rischio di dover premere il pulsante elimina solo un paio di volte al mese.

Il risvolto invece di un sistema distruttivo, che impedisce di comunicare con chi non conosciamo, è l’assenza di informazioni ulteriori, ovvero l’ignoranza. Intesa in questo modo, l’ignoranza è una sorta di superiorità mancata: crediamo di avere tutti i dettagli necessari per un contesto, ma siamo in difetto. Questa situazione può portare a decisioni qualitativamente inferiori a quelle dei nostri competitor.

Nella fattispecie, quei messaggi che oggi possono sembrare fastidiosi, domani potrebbero rappresentare un vantaggio. Infatti, come ben sanno i migliori responsabili acquisti, non tutte le proposte commerciali risultano delle scocciature. A volte l’incontro felice con un’azienda proponente può dar luogo a svolte importanti come abbattimenti dei costi, creazione di nuove linee di vendita, aperture di nuovi canali commerciali. D’altronde non potremmo basare le nostre attività commerciali sui soli clienti di oggi. Sappiamo di dover vendere a nuovi mercati, oltre a fidelizzare quelli già acquisiti.

Io credo che dobbiamo decidere da soli cosa vedere, cosa leggere, cosa ascoltare e, ovviamente, con chi comunicare. Dobbiamo scegliere da soli quali messaggi sono validi e quali no. Così come accade con le telefonate che abitualmente riceviamo, siamo in grado di scegliere e comprendere chi conta e chi no.

Che ci piaccia o che non ci piaccia, in quanto operatori dell’email marketing, dobbiamo comunque confrontarci con la Posta Prioritaria di Gmail. Le conseguenze non sono tutte negative, però.

Se è vero che Google anticipa i tempi, cogliamo l’occasione per iniziare a fare un po’ di marketing relazionale: un sistema come quello di Priority Inbox potrebbe diventare il nuovo standard!

Un approccio di questo tipo, implica la necessità di stabilire relazioni di qualità con i nostri lettori e clienti. Il social marketing è la risposta. Nel prossimo articolo continueremo a raccontarvi come rendere più sociali i vostri messaggi!

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